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BREVI NOTE STORICHE SULL'ARCIPELAGO DELLE ISOLE EOLIE
Le Isole Eolie hanno una storia antica. Fin dal neolitico vi si
lavorava l'ossidiana (vetro vulcanico derivato dal raffreddamento
delle lave) la quale veniva utilizzata, essendo dura e tagliente,
per costruire armi ed utensili vari.
L'esportazione dell'ossidiana in tutto il mediterraneo diede a
Lipari, in particolare, una grande ricchezza economica.
Verso il 2500 a.c. con l'avvento dell'era dei metalli il mercato
dell'ossidiana andò perdendo molta della sua importanza,
ma data la sua felice posizione geografica Lipari non ne
risentì più di tanto. Verso la fine dell'età
del bronzo e l'inizio dell'età del ferro Lipari viene
invasa da genti provenienti dall'italia (cultura subappenninica)
a loro volta cacciati da altre genti sempre provenienti
dall'italia i cui manufatti li fanno ritenere appartenenti alla
civiltà 'villanoviana'.
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Nei secoli VII e VI a.c. le Eolie furono
stremate dalle continue scorrerie degli Etruschi, ma una svolta
nella storia delle isole avviene con l'inizio della
colonizzazione greca.
Nel 580 a.c. alcuni profughi e avventurieri provenienti dalla
colonia spartana in asia minore di Cnido, guidati da Gorgo,
Testore ed Epitersite sbarcarono a Lipari ed insieme alle
popolazioni locali riuscirono efficacemente a rintuzzare le
incursioni etrusche. Nel 264 a.c. allo scoppio della prima guerra
punica Lipari è alleata con i Cartaginesi e deve quindi
subire i ripetuti attacchi della flotta romana. Soltanto nel 252
a.c. il console romano Caio Aurelio la sottomettera' a
Roma.
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In occasione della guerra civile, viene conquistata tra il 37 e
36 a.c. da Ottaviano contro Sesto Pompeo, in quella occasione, i
partigiani di Pompeo vennero esiliati in Campania.
Caduto l'Impero Romano le isole attraversano un periodo di
desolazione. La dominazione bizantina accentuò tale
decadenza. L'occupazione araba dal 827 al 1061 coincise con una
ulteriore fase di decadenza.
La venuta dei normanni, invece, diede nuovo impulso alla vita
delle Eolie. Il Gran Conte Ruggero fece in modo che nelle isole
si stabilisse una comunità benedettina. Nel 1131 viene
ricostituita la sede vescovile a Lipari.
Fino al 1340 passando attraverso gli svevi, gli
angioini e gli aragonesi, le isole Eolie godettero di una
notevole prosperità grazie ai privilegi che i vari governi
andavano dispensando.
Nel 1544 una flotta turca, dopo undici giorni di assedio,
distrugge Lipari portandosi in schiavitù circa 8.000
abitanti. Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere
circa 10.000 dopo una lenta ricostruzione.
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Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di
parecchie linee marittime. Questo stato di cose contribui ad un
grande sviluppo economico delle Eolie, basti pensare che nel 1891
gli abitanti superarono le 20.000 unità
Momenti difficili vennero con la filossera che provocò la
distruzione di numerosi vigneti ed una generale crisi economica
che provocò l'emigrazione di quasi il 50% degli abitanti
delle isole.
In questi ultimi 50 anni il boom turistico ha portato nelle isole
un benessere economico senza precedenti. Conservare questa
leadership turistica rappresenta l'imperativo categorico per gli
eoliani. Tale imperativo passa attraverso la continua
conservazione e valorizzazione di quel grande patrimonio
culturale e paesagistico che l'arcipelago rappresenta.
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