Probabilmente da tempo immemorabile sul
promontorio di bianca dolomite che costituisce Capo Sant'Alessio
sono state presenti strutture militari di difesa. Ciò in
virtù del fatto che il promontorio controlla l'importante
via costiera di collegamento tra Catania e Messina posta sul mar
Jonio. I greci chiamarono il promontorio Arghennon Akron:
Capo d'argento, per colore bianco delle rocce dolomitiche che lo
compongono. Successivamente gli Arabi lo chiamarono Ad
dargah: La scala. Nel 1117, in effetti un documento normanno
denomina il Capo come Scala Sancti Alessi. Secondo
accreditate fonti storiche il promontorio venne fortificato dagli
Arabi. Le opere difensive vennero distrutte dai normanni durante
la guerra di liberazione della Sicilia condotta dal Gran Conte
Ruggero. I normanni ricostruirono il Castello, sostanzialmente
come oggi lo vediamo. Nel XIX secolo, al tempo delle guerre
napoleoniche, gli inglesi lo ristrutturarono per mezzo della
realizzazione di una cinta muraria con annesse ferritoie. Il
Castello di Capo Sant'Alessio, al tempo dei normanni, era una
struttura militare di difesa e controllo integrata con il
Castello di Forza d'Agrò a monte. Attualmente il Castello
non è visitabile essendo proprietà privata,
tuttavia la struttura è visibile dall'esterno nelle sue
linee esssenziali.

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